Chi sono

Terrorista lessico. Sono nato all’età di zero anni. Sessantasette anni dopo che il primo Agnelli diveniva presidente della Juventus e quattordici anni prima che da iTunes fosse scaricato il 100.000.000 brano. Da allora, son passati 27 anni. Quasi 28. Il tutto dipende dal momento in cui state leggendo. Magari ne sono già passati 29, 39 o 72. Potrei essere già morto.

Cosa faccio? Tante cose e nessuna (cit). Scrivo, sia a pagamento che per passione. Questo fa di me un blogger. Categoria bistrattata in Italia, mentre in America fa molto figo. Sono un content creator, mettiamola così. Inoltre, fotografo cose. Come, quando e se mi pare. Il tutto in poche parole? Social Media Strategist, forse.

Ma parliamo di me.

Sono andato a scuola. O almeno, al tempo ci provavo. Il voto più alto che ho mai avuto è 3. Quando lo prendevo, partiva la ola dei presenti. A 9 ci arrivavo in tre interrogazioni. A volte arrivavo anche a 12 e 15. Poi ho capito che i voti andavano divisi per il numero d’interrogazioni, e non sommati, ed è iniziata la raccolta delle impreparazioni. Amavo la matematica. Ma anche no. Nonostante ciò, alla fine, mi sono diplomato. In un mondo dove lo fanno persino Bossi Junior e Mario Balotelli, mi sembra il minimo. O magari, non ero poi così male.

Seguo il calcio e amo il tennis. Mai il contrario. O forse una volta. A proposito, l’italtennis è perennemente in salute: sappiatelo. E se non lo sapete, vi basta leggere qualche quotidiano sportivo subito dopo una vittoria di uno dei nostri contro il cinquecentesimo al mondo. Se poi Seppi vince a Eastbourne, è la fine.

Tornando al calcio: non tifo. Il tifo è da stupidi. È una malattia ed è anche un po’ palloso. In Italia si manifesta gettando motorini dal quinto anello o sparando razzi da una curva all’altra. Tutta questa civiltà non fa per me. Mi limito a seguire e commentare sarcasticamente l’Inter e il Manchester United. La nazionale è morta nel 2006. Con lei, probabilmente, tutto il movimento calcistico italiano. Ma la gente continua comunque a prendersi allegramente a sprangate per ogni partita e in tv si fa una settimana di casino, inneggiando alla rivoluzione armata, per un rigore non dato. È un bel Paese, l’Italia.

Ho avuto più blog che lettori. Anche se un blog, per essere definito tale, andrebbe aggiornato più o meno costantemente. Io, invece, ho solo provato a non far ammuffire i miei. Fallendoci, probabilmente.

Nell’ordine:

Le Dimensioni del Mio Caos. Prettamente politico, risiedeva sull’ormai defunto Splinder. Qualche anno prima che tale piattaforma passasse a miglior vita, mi resi conto che Splinder era quanto di più inutile mente umana potesse creare (e il mio blog, probabilmente, anche), così lo abbandonai alla sua sorte. Preghiamo per lui.

Verità Distorte. Seguiva le orme di Le Dimensioni Del Mio Caos. Lo hostai (che termine complicato: cercatelo su Google) su Netsons, ma girava su WordPress. Poi non ricordo bene che fine fece e, soprattutto, perché. Un minuto di silenzio.

Penna Capitale. Questo è ancora vivo e vegeto, ed è su Blogspot (lo trovate QUI). Dentro c’è di tutto: dal calcio al tennis, dalla tv alla politica. Ma non lo aggiorno ormai dal tempo degli Dei dell’Olimpo, dei signori della guerra e dei re che spadroneggiavano su una terra in tumulto (cit).

Ah, come quasi tutta la mia generazione, ai tempi del liceo, ho avuto un blog anche su Spaces Live. Ma questo non deve importarci in alcun modo. Anche perché non esistono più né il mio blog, né Spaces Live e forse neanche la mia generazione. Il liceo, invece, è ancora lì. Gioiamone.

Nel frattempo, ho fondato Atom Heart Magazine, un portale di cultura generale al quale collaborano anche altre penne. Ecco, le altre penne lo rendono di cultura generale, io faccio solo cazzeggio. I miei scritti (ho sempre sognato di dirlo), li trovate esattamente QUI. Leggetene tutti.

Insieme ad Atom Heart Magazine, ho fondato e diretto la relativa webradio Atom Heart Radio. Un piccolo progetto durato tre anni. Fa curriculum, quindi mettiamocelo.

Dicono di me: comunista (se sfotto Berlusconi), fascista (se sfotto Bersani o Renzi), estremista (così, a cazzo), fazioso, rompipalle, simpatico, antipatico, sì, no, origami. Insomma, divido. Applausi.

Traggo ispirazione e linfa vitale da Razzi, Feltri, Belpietro, Sallusti, Isidori, Fede, Minzolini, Seppi, Pandev, Muntari, dalla Ravetto, dalla Comi e dalla Santanchè. Ma anche no.

Il resto è storia. Futuro. Destino. O chi se ne frega. Il resto, per il momento, non c’è.